Magistrato testimonia il FALSO

novembre 11, 2011

 

 

Il magistrato di Pistoia, Luciano Costantini, è andato a Genova per pendere per il naso il giudice di pace, Filippo Santarella.

 

Il magistrato-testimone e querelante si è impegnato a DIRE LA VERITA’ e a NON TACERE i fatti.

 

Il Costantini ha reso le sue dichiarazioni senza il contraddittorio, in quanto il mio avvocato difensore mi ha consigliato di non andare in udienza perché avrebbe eccepito che NON mi è stata comunicata la data dell’udienza.

 

Invece, l’avvocato NON ha fatto alcuna eccezione e il giudice ha proceduto per la deposizione della parte offesa-querelante.

 

I PM titolari del procedimento RG 1133/10/21-bis, il primo Emiliano Raganella della Procura della Repubblica di Pistoia, poi i PM della Procura della Repubblica di Genova, Vincenzo Calia, Paola Calleri, Massimiliano Bolla, i PM onorari delle udienze, e il giudice di pace procedente NON erano interessati a far trascrivere la registrazione fonica sequestrata dalla polizia giudiziaria, sezione Carabinieri di Pistoia, il 24 Maggio 2008, la quale costituiva la prova eccellente del reato di diffamazione contestatomi.

 

La registrazione effettuata da me stessa, è il mio monologo fatto tra me e me, nell’atrio del tribunale di Pistoia, mentre riempivo la documentazione relativa alla domanda al gratuito patrocinio.

 

Prima del monologo, ho domandato al Costantini cosa ha preso in cambio del procedimento RG 1376/01 aggiustato (nella sua veste precedente, sostituto procuratore), se aveva ottenuto vantaggi monetari o di altra utilità, domanda che ha taciuto sia nella querela sia nella sua deposizione.

 

Dopo questa domanda, il Costantini si è ritirato nella sua stanza che stava a due passi e ha sentito il mio monologo che stavo pure registrando.

 

Da buon magistrato, il Costantini ha chiamato una sua collaboratrice, la cancelliera, chiedendo a Lei di chiamare gli agenti e la quale gli ha pure servito poi come testimone, nonostante che NON era presente ai fatti.

 

Naturalmente, anche uno dei due agenti gli è servito da testimone i quali hanno ben “gonfiato” quello che hanno sentito nella loro presenza.

 

Il 18 Agosto 2008, Ii Costantini ha presentato querela su mia sollecitazione , quasi a tre mesi di distanza, dopo che ero già iscritta nel registro degli indagati in due procedimenti penali per i reati di diffamazione e ingiuria, per lo stesso episodio. Questi reati possono essere proceduti solo a querela di parte. Questo significa che la querela doveva essere presentata prima che io fossi iscritta nel registro degli indagati.

 

Il Costantini ha distorto del tutto i fatti, prima nella querela e poi davanti al giudice.

 

Come il Costantini NON ha adempiuto al suo obbligo e impegno preso prima della sua deposizione, si capisce dalla registrazione sequestrata che contraddice pienamente le dichiarazioni del Costantini verbalizzate nell’udienza del 9 Giugno 2011.

 

L’audio è la mia voce registrata su CD che mi ha consegnato in copia la polizia giudiziaria nel momento del sequestro.

 

NON è irrilevante il fatto che il Costantini era pure collaboratore del Giudice Borsellino.

 

VERGOGNA, VERGOGNA e VERGOGNA, cosa si permette un magistrato che conosce la legge meglio di tutti, abusandosi della sua credibilità che deriva dal suo status di magistrato.

 

VERGOGNA, VERGOGNA, eVERGOGNA, la protezione offertogli dai colleghi di Genova e di Torino che si sono espressi diverse volte che NON VOGLIONO PROCEDERE PER I REATI COMMESSI DA MAGISTRATI!!!

 

Seguiranno altri articoli come il Costantini si è abusato del suo status di magistrato nella fase preliminare del procedimento per ottenere vantaggi personali, appropriandosi pure dei soldi pubblici.

 

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In che paese mi sono capitata?

novembre 11, 2011

Dopo un periodo di inattività, riprendo la gestione del blog perché è l’unico foro per rendere pubblica l’incredibile e la terribile persecuzione che subisco da parte delle Autorità giudiziarie le quali, PER LEGGE, avrebbero l’OBBLIGO DI TUTELARMI.
Non è stato sufficiente avermi tolto TUTTO il necessario e indispensabile alla sopravvivenza, la dignità umana e di donna, mi hanno tolto pure la PAROLA e mi stanno togliendo l’unica cosa rimastami, la VITA.
Qualcuno, mi DEVE spiegare in che Paese mi sono capitata? Come diventano gli uomini di legge dei cinici, assassini, torturatori i quali NON si sono accontentati di appropriarsi solo della mia vita, ma ce l’hanno preso pure con mio figlio che nulla c’entra con le mie vicende giudiziarie. Il responsabile principale di quello che mi sta succedendo, è il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito che ha seguito il comportamento antigiuridico dei suoi predecessori

Hello world!

maggio 27, 2009

Come la Giustizia protegge i potenti ed loro protetti (di EVA POLAK).

dott.evapolak@virgilio.it

Petizione per l’abolizione del modello 45 (querele “scomode” che vengono registrate come fatti non costituenti reato senza procedere)

Scarica petizione

http://www.mafiaspa.ch/Petizione.doc

Raccolta firme da inviare a: POLAK EVA, Via Gian Lorenzo Bernini 16, 51016 Montecatini Terme (Pt). La petizione è anche disponibile sul blog https://giustiziacorrotta.wordpress.com/2009/05/27/

http://www.gopetition.com/online/28655.html

http://www.gopetition.com/online/28657.html

Lettera di ringraziamento a Tutti gli Elettori della Provincia di
Pistoia

Cari Elettori,
Chi Vi scrive, dott. Eva Polak, è onesta cittadina italiana da 30
anni. Ero votante a pari diritti di Tutti Voi, fino a quest’anno.

La prima volta in vita mia, non ho potuto recarmi alle urne perché sono
stata espulsa da Pistoia che implica la perdita dei diritti che è la
conseguenza obbligatoria alla mia normale volontà di non voler
soccombere al Falso, al Paradossale, all’Assurdo che leggo negli
atti
giudiziari, da 15 anni.

Il dott. Severi ha contribuito non di poco che il Prefetto di Pistoia
aveva emesso un provvedimento così umiliante, proprio da peggori
delinquenti.

Oggi, ho letto con immensa gioia che avete rimandato il dott. Severi al
suo posto giusto, nella Farmacia, dove non potrà appropriarsi della
vita delle persone deboli.

Avete saputo gestire la Vostra Vita e non Vi siete lasciati ingannare
dai sani principi del dott. Ettore Severi, sindaco di Montecatini Terme
il cui operato, di quasi decennale, ci ha portato tante lacrime,
dolori, sofferenze.

Vi posso assicurare che il dott. Severi si era candidato al posto del
Presidente della Provincia non per il bene dei cittadini, ma per dare
un altro appoggio alla Casta locale a cui servizi ha giurato fedeltà.

Il dottor Severi si era “scordato” di raccontare nella sua campagna
elettorale che è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura
della Repubblica di Pistoia per il reato di truffa commessa a mio
danno,.

Il Nostro NON amato Sindaco non ha mai rivelato come trattava la classe
disagiata della Nostra cittadina meritandosi il premio SUPERCIUK per la
sua buona lena di toglierci anche quel poco che abbiamo per dare ai
Ricchi.

E’ rimasto un segreto da pochi come e perché il Sindaco paga la
casa
dei Ricchi con soldi pubblici.

Devo ringraziarvi che non sarà realizzato per ora il Progetto di
lottizzazione della Fognatura destinata a Noi “extracomunitari”, a
canone di affitto stellare che dovevano costituire le maggiori entrate
della Provincia.

Grazie, grazie e grazie ancora a Tutti Voi che l’incubo decennale
appartiene al passato.

Dott. Eva Polak

Lettera aperta al sig. Prefetto di Pistoia

Oggetto: Elezioni 2009

Chi Le scrive è onesta cittadina italiana da 30 anni.

Da 30 anni, mai sono mancata alle elezioni e fino all’anno scorso ero nominata anche al seggio elettorale.

Quest’anno, nonostante che non abbiamo un solo euro di entrata da 1 anno e mezzo, e siamo costretti a vegetare con il pacco alimentare fornito una volta al mese dalla Caritas che mette a disposizione la CEE per i poveri come Noi, che non ci bastano nemmeno per una settimana, speravo di poter ottenere un posto al seggio.

Poi, qualcuno m’illuminava che il Suo provvedimento di espulsione implica pure lo spoglio dei miei diritti, quindi sono considerata per una fuorilegge finché non sarà pronto il provvedimento di espulsione dall’Italia e la revoca della cittadinanza italiana.

Ho fatto un tentativo di sfidarvi e votare, ma nell’ultimo momento, ho fatto marcia indietro perché non volevo rischiare un arresto che implica facilmente “un suicidio in cella” per il quale è già pronta la sceneggiatura, secondo quanto risulta dagli atti di un procedimento penale nel quale sono parte offesa, e come si comportano le Forze dell’Ordine che rifiutano qualsiasi richiesta di intervento da me proveniente, ovviamente non lo permetterebbero mai se non agissero, anche questa volta, su ordini arrivati da alto.

Da due mesi, insisto affinché Lei voglia notificarmi il provvedimento di espulsione del quale non volevo sapere quando ero trascinata per terra, con forza e violenza, dai Suoi 6 Agenti dal terzo pieno della Procura della Repubblica di Pistoia fino alla Questura, da ultima delinquente, su ordine del Procuratore-Capo di Pistoia!

Non dico da animale, perché Voi, gli animali li proteggete e chi li maltratta, li condannate, molto giustamente, a pene severe. Ma lo stesso concetto non vale per la Polak.

Alla Polak si può far tutto quello che si vuole perché non è considerata da un essere umano perché ha un cognome che Vi suona male, e quanto meno sopportate l’accento della sua pronuncia.

Io delinquente non sono mai stata. Mi volete passare Voi altri da delinquente, nella Vostra buona lena di proteggere i noti Delinquenti influenti e potenti e punite me per la mia normale volontà di non voler soccombere al Falso, all’Assurdo, al Paradossale che leggo negli atti giudiziari, dal 1996, emessi dagli Illustrissimi che hanno aggancio fino al massimo organo della Giustizia, che nel mio caso è solo Ingiustizia, agli Organi massimi dello Stato.

Sono Vinta da Voi perché ci avete ridotto alla fame, ci avete tolto ogni mezzo necessario della sopravvivenza e ogni diritto che spetta ai cittadini italiani.

Voi siete i primi che mettete in atto la xenofobia contro Noi stranieri, con mezzi molto sofisticati, e siete Voi i primi destinatari ad attuare il razzismo ed allontanare dall’Italia le persone come me.

Non è un vero razzista il bibliotecaio che m’intima di riempire un foglio in più, perché da Noi “stranieri” è richiesto un ulteriore adempimento, ma è razzista

– il Poliziotto che avendo in mano la mia carta d’identità ordina di trasmettere gli atti all’ufficio Stranieri della Questura per “verificare” la permanenza della cittadina straniera in territorio italiano;

– l’Agente della Questura che mi butta addosso la copia richiesta della richiesta di protezione (mai risposta), e mi si presenta come “Kojak”;

– gli Agenti delle Forze dell’Ordine pubblico che agiscono su ordini illegittimi per impedire di rendere pubblica come si paga la casa dei privilegiati con soldi pubblici;

– il Magistrato che non indaga, pur avendo le prove in mano, sulle aggressioni subite dagli “Uomini d’onore”, che non ravvisa il sequestro di persona se ad essere aggredita, chiusa a chiave in un magazzino, è la Polak, il Magistrato che ignora le reiterate minacce di morte registrate, riferite personalmente, tramite altre persone, gli “avvertimenti” lasciatimi sulla soglia di casa.

E’ razzista il Consigliere comunale che eccepisce attraverso un articolo sul giornale che la casa popolare nello stato grezzo era assegnata ad una “straniera” chiedendo se erano rispettate le norme, ma non eccepiva il mancato rispetto delle stesse norme quando si vendevano gli alloggi a chi non aveva diritto all’acquisto e non era in graduatoria.

Ancora più razzista il Sindaco che mi cita in giudizio per occupazione abusiva di un appartamento da me completato solo perché Eva Polak non può stare nella zona lussuosa, tra le persone di “razza arja”, le quali ottenevano la casa in proprietà, pagata con soldi pubblici, mentre la Polak da deve lasciare l’appartamento ammobiliato dalla stessa completato e pagare il risarcimento danni di occupazione abusiva, 10 volte più del valore di bilancio perché il signor Sindaco candidato al Presidente della Provincia, non “riconosce” i lavori da me effettuati in sede civile, invece in sede amministrativa, nega che il Comune avesse speso un soldo dal denaro pubblico.

Lo stesso Sindaco, spudoratamente, sostiene che l’unico alloggio non è di pubblica utilità perché ci sta la Polak, ma gli altri 21 sì, perché gli alloggi venduti in proprietà con la rinuncia del diritto di prelazione hanno la pubblica utilità perché le prime tre voci del bilancio sono vincolate fino al 2017.

Invece, la stessa legge non vale per le case popolari di Pistoia acquistate dai veri destinatari degli alloggi popolari ai quali la comunità non paga il prezzo di esproprio del terreno.

Ma il signor Prefetto non interviene né in questo caso, né per i reiterati esposti della Polak, ma non manca a far riferire che la Eva Polak mai può essere ricevuta.

Sono razzisti i magistrati che sostengono che lo scheletro di un appartamento è idoneo ad essere abitato, anzi deve essere pagato il canone di affitto del mercato libero se è il Comune ad affittare la “fognatura” ad un topo della fognatura come la Polak.

Sono razzisti i politici che negano l’apertura della procedura amministrativa obbligatoria per la risoluzione del “contratto di affitto fantomatico” per non rischiare che la delibera di assegnazione illegittima finisse davanti al TAR, nonché per coprirsi le spalle, per liberarsi di un atto amministrativo illegittimo, ma di più della Polak, quindi la citano in giudizio per “occupazione abusiva” dopo essersi accorti che l’oggetto delle delibere precedenti, la “morosità”, non reggeva.

Sono tutti razzisti i Signori influenti che avevano mobilitato i magistrati di mezza l’Italia per aggiustare ogni procedimento a favore di un Ente pubblico che, in condizioni normali, dovrebbe tutelare i deboli ai quali la Costituzione riconosce il diritto di abitazione, ma non alla Polak .

E’ razzista, ma tanto, l’avvocato al quale mi aveva indirizzato la Massoneria, per aiutarmi, che non accettava l’incarico da me, ma lo trovavo a difendere l’altra parte ed in udienza non poteva fare a meno a richiamare, che “la giustizia italiana abbia già dato troppo spazio a questa signora”.

Poi, uscendo dall’aula, mi mandava in Romania (?!).

Ma, in realtà, la giustizia non mi aveva mai dato spazio, invece, ha organizzato un bel sodalizio di magistrati che sposta la giustizia dalla parte di chi più li aggrada, che agisce da Lupo travestito da Pastore per proteggere gli “agnellini”.

Per i procedimenti aggiustati non siamo incolpati del reato di calunnia, altrimenti, potrebbe emergersi la verità che non è auspicabile, essendo stato un bel precedente che implicava la modifica della legge del reato di offesa al pubblico ufficiale.

Non potendo sopportare tanta ingiustizia, mettevo i dolori della mia vita in piazza che credevo di aver il diritto a portare sulla spalla, da sola, in silenzio, i pesi della mia vita, ma non fu così.

Ovviamente, ai signor magistrati non erano entusiasti di vedere i propri nominativi tra il POOL MANI SPORCHE, quindi non potendo denunciarmi per non dover far accertare la verità dei fatti, si erano attinti alla loro forza e potere togliendoci ogni mezzo economico, per farci morire di fame e di disperazione.

Gli Illustrissimi si erano ben guardati di processarmi solo per reati minori, diffamazione, ingiuria, e del genere, allo scopo di punirmi.

Per ostacolare la mia difesa, mi negano pure il gratuito patrocinio nonostante che avessi il certificato ISEE a reddito Zero, perché non riesco a documentare con che do da mangiare al mio figlio, con cosa pago le bollette, quindi per presunzione, ritengono che esercitassi il mestiere più antico del Mondo  perché da una che si chiama Eva Polak, null’altro si può aspettare.

I Signori Illustrissimi sanno bene come devono punire la disobbediente Polak che non ha alcuno alle spalle, e hanno trovato pure il modo per rendermi impossibile di reperire il lavoro, essendo indagata per spionaggio politico e militare, reato con il quale non risparmiano di calunniare la mia Patria d’origine per aver minato la sicurezza dello Stato italiano.

Stranamente, il procedimento non è stato passato ai Servizi Segreti, ma era un PM di una Procura provinciale ad indagarmi segretando gli atti del fascicolo.

Lei Signor Prefetto, sa sicuramente, se costituisce reato o meno di riciclare degli assegni falsi, ma se questi sono stati commessi a danno di Polak, gli autori dei reati sono premiati essendo considerati di istituti di credito autorizzati a raccogliere risparmi privati tra il pubblico, quindi Eva Polak deve sopportare il rischio di mercato senza che fosse tutelata dalla CONSOB.

Quindi, la Banda dei truffatori è legittimata a trattenere i proventi dei reati perché Eva Polak rimane creditrice eterna e non subisce alcun danno perché aveva fatto solo un “investimento”.

Invece, se la stessa operazione è commessa da altri cittadini italiani a danno dei cittadini italiani, gli autori dei reati infilano subito in galera per associazione a delinquere, con tanto di quel risarcimento danni riconosciuto alla parte offesa, ma negato se la parte offesa è Eva Polak.

Di recente, ero preavvisata che la Procura di Pistoia cerca di farmi arrestare e sono state ripartite le direttive dall’Ordine degli Avvocati che nessuno mi deve difendere (questo lo sapevo da tempo perché c’era pure l’ordine del presidente del Tribunale di Pistoia in tal senso).

Voi avete in mano il Potere e potete farmi quello che volete, senza essere richiamati per le Vostre azioni.

Non avrei mai pensato quale fosse il sentimento che ci prende quando si è privati dal diritto al Voto che pure è un Dovere, perché io mai ero mancata in vita mia da nessuna elezione, né in Patria mia, né in Italia.

Non sono venuta in Italia per essere truffata dai Noti delinquenti protetti dalla malavita organizzata e, nello stesso tempo, da una certa Magistratura collusa con una certa Avvocatura.

Sono satura, ma tanto satura del falso che leggo negli atti giudiziari da decenni.

Lei sicuramente, sa che la mia prima vicenda, che coinvolgeva una casa automobilistica famosa che faceva trasformare le auto uscite fuori produzione dai concessionari da modelli nuovi è stato aggiustato su ordini arrivati da Roma.

Io devo subire tutta la mia vita la punizione perché non mi ero arresa a questa ingiustizia che mi vedeva soccombente con tutte le prove in mano dei magistrati?

Caso mai dovrebbero essere puniti i magistrati che si erano prestati al sodalizio criminoso per punire la Polak, non Le sembra?

Quando mi avete spogliato di tutto, mi date un bel calcio nel mio sedere e via dall’Italia, se non mi capita prima qualcosa di peggio perché non posso tollerare, e rimanere in silenzio, come si abusano del loro potere i dipendenti pubblici ai quali mi ero rivolta per tutelare i miei diritti e non per essere beffata.

Avrei tanto da ridire sul Vostro operato, ma non voglio allungare questa lettera, già troppo lunga. Consiglio anche a Lei, come ai Signori Illustrissimi, di fare un bell’esame di coscienza con quale probità, lealtà, ed imparzialità stiate assolvendo la Vostra Funzione e quanto è Onesto a far così forti con i Deboli, ma essere così deboli con i Forti.

Rimango ancora in attesa che mi faccia avere il Suo provvedimento di espulsione, del quale non ne volevo sapere, perché non è un modo legittimo di notificare un atto con sequestro di persona anche se si chiama la persona Eva Polak.

Con osservanza.

Montecatini Terme, lì 7 giugno 2009.                                                dott. Eva Polak

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